Cinque regole d’oro per non farsi odiare dal proprio Giudice.

E’ frequente che il Cliente sia chiamato a presenziare all’udienza per rendere interrogatorio libero o formale.
Non ritengo utile esaminare in questa Sede i due istituti né discutere delle differenze ma desidero soltanto offrire a coloro che non hanno mai messo piede in Tribunale alcune nozioni ed alcuni consigli utili su come affrontare un’udienza civile.
1) Che cosa é l’Aula di Giustizia in Italia.
A differenza di ciò che si possa pensare immaginare, l’Aula di un’udienza civile é semplicemente un Ufficio di meno di venti metri quadri (se si é fortunati) con una scrivania, un armadio e alcune sedie.
Il Giudice siede dietro ad una scrivania e, alle sue spalle, non compare la celebra scritta. Non ci sono cancelletti in legno e, nella quasi totalità dei casi, nemmeno il Cancelliere.
Non é infrequente che il Giudice non indossi la giacca anche se, quasi sempre, ha la cravatta.
In Italia, salvo rarissime eccezioni che vi saranno illustrate dal Vostro avvocato per singolo caso, lo svolgimento di un’udienza civile é simile ad un incontro in Banca con il responsabile dei mutui oppure all’incontro con il Vostro medico di famiglia.
L’ambiente é dunque informale ma la circostanza non esime da alcune considerazioni fondamentali.
1) Siate puntuali all’appuntamento con l’avvocato.
E’ fondamentale che siate puntuali con l’appuntamento che avete concordato con il Vostro avvocato perché il professionista ha la necessità di essere presente davanti all’Aula d’Udienza all’ora fissata e, nel vostro esclusivo interesse, non può attendervi oltre misura davanti l’ingresso del Tribunale.
E’ assai probabile che l’udienza sia celebrata anche ore dopo che sia trascorsa quella fissata dal Giudice ma – per non rischiare di essere dichiarati assenti – é fondamentale che avvocato e parte si presentino puntuali avanti il Magistrato.
Personalmente, attendo il Cliente sino all’ora concordata e, in caso Egli non si presenti o mi contatti per comunicarmi il ritardo, mi reco sempre avanti la porta dell’Aula al fine di illustrare al Giudice le ragioni del ritardo.
Durante l’attesa, l’avvocato non alle prime armi potrà sgattaiolare all’interno dell’Aula durante il cambio delle Parti, illustrare brevemente al Giudice gli estremi della causa per la quale é presente e chiedere se sia possibile assentarsi dalla lunga coda per uscire dal Tribunale e prendere un caffè.
2) Vestite in modo sobrio.
E’ opportuno che Vi presentiate davanti al Giudice con abbigliamento comodo ma sobrio. Soprattutto nei mesi invernali, é consigliabile il c.d. “abbigliamento a cipolla” poiché, all’interno dell’Aula, la temperatura può essere opprimente ed é auspicabile che possiate indossare maglioncini leggeri piuttosto che magliette smanicate.
Spegnete il cellulare prima di entrare nell’Aula e non rivolgetevi al Giudice senza essere interpellati; il diritto di parola é però garantito e, laddove abbiate qualcosa da dire, dovrete comunicarlo con discrezione a voce bassa al proprio difensore seduto al vostro fianco e, solo se il Giudice vi avrà autorizzato tramite il legale, potrete conferire, restando naturalmente seduti.
Laddove decideste di alzarsi, sarà buona norma non mantenere le mani in tasca.
3) Non mancate di rispetto al Giudice.
Per quanto scontato possa apparire, occorre ricordare che non potrete rivolgervi al Giudice dandogli del tu.
Mi é capitato in almeno due occasioni che il Cliente si sia trovato davanti un Giudice particolarmente giovane, magari vestito in modo sportivo e con la battuta pronta e che abbia pensato bene di iniziare il proprio interrogatorio libero precisando al Magistrato di avere anche lui un figlio della stessa (presumibile) età e di trovarsi di conseguenza molto più a proprio agio rivolgendosi al Tribunale in modo colloquiale.
Questo é il punto: la stanza é spoglia e il Giudice non indossa magari la giacca ma, davanti a Voi, é seduto Il Tribunale in composizione monocratica, cioé l’Organo attraverso il quale lo Stato Italiano amministra la Giustizia.
Fuori dal’Aula, potrete naturalmente non salutare quella persona e nemmeno rivolgergli lo sguardo ma, all’interno di quella stanza pure tanto diversa dalle Aule di Tribunale dei telefilm, quel giovane ragazzo é il Giudice e come tale gli vanno riconosciute delle prerogative.
Personalmente, appartenendo alla “Vecchia Scuola”, ho maturato l’abitudine di rivolgermi al Giudice con l’appellativo “Signor Giudice”; d’altro canto nemmeno sono necessari bizantinismi del tipo “Vostra Eccellenza”; soltanto in Corte d’Appello, per i più smaliziati, non sarebbe sconsigliabile rivolgersi in terza Persona Plurale: “Loro hanno avuto modo di leggere; Loro sanno che…”.
Personalmente, Vi consiglio un “dottore”.
4) Non fate riferimento a “questione di principio”.
I Giudici sono persone con propri sentimenti e potrebbero anche simpatizzare ed empatizzare con Voi, al di là della fondatezza delle Vostre ragioni.
Per questioni di economia processuale – e, di recente, anche per esplicita previsione normativa (art. 91 c.p.c.) – i Magistrati sono d’altra parte spinti a detestare con tutto il proprio cuore la Parte che rifiuta una proposta transattiva per una questione di principio.
Giusto o sbagliato che sia questo atteggiamento, dovrete attentamente valutare con il Vostro Legale – in difetto di specifiche esigenze di risarcimento in forma specifica – l’opportunità di monetizzare il Vostro diritto.
5) Mantenete un contegno di superiorità nei confronti della Controparte.
E’ assai frequente che Voi siate dovuti comparire all’Udienza al pari di quanto l’ordine sia stato rivolto anche alla Vostra Controparte, motivo per il quale é probabile che sarete entrambi presenti per rendere dichiarazioni o interrogatorio.
Mi raccomando vivamente di conservare un contengo austero – o, quanto meno, distaccato – nei confronti della Controparte che Vi consiglio di cercare di considerare più come un avversario piuttosto che come un nemico.

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