Pignoramento dell’assegno alimentare – riferimento equivoco sulla natura, assegno alimentare o di mantenimento.

Gentilissimo avvocato ho individuato il Suo riferimento in una risposta da Lei postata sul Forum alfemminile.com chiedo se Lei vuole AIUTARMI e assistermi MA è URGENTISSIMO!!! , per fare opposizione a pignoramento su assegno di mantenimento che ha natura di alimenti sia la giurisprudenza che la dottrina che la cassazione dicono che l assegno di mantenimento in cui vi è compresa e la quota di alimenti è IMPIGNORABILE… per lo meno per la quota relativa agli alimenti e/o alle esigenze di vita del beneficiario l punto è che non so come quantificare la quota alimenti…..e/o quella destinata a soddisfare le esigenze primarie di vita (bollette, mantenimento figli…casa grandissima in cui mio malgrado sono costretta a vivere…poichè l unica soluzione abitativa a me possibile!!…non ho lavoro nè contratto da mettere a garanzia per eventuale altra soluzione in affitto economicamente più agevole ) non si capisce se il termine per la opposizione decorre dalla data del provvedimento di assegnazione della quota al creditore (udienza tenutasi 15.04.14) (che cmq il Giudice ha palesemente ed abominevolmente sbagliato assegnando la quota di 1/5 pur gravando precedente pignoramento di 1/5 )… oppure dalla data di notifica al terzo pignorato ??? (che è mio marito che mi corrisponde l’assegno di mantenimento) nel caso il termine dei 20 gg dalla data del provvedimento IN CUI è STATO ASSEGNATO IL PIGNORAMENTO PER 1/5, scade il 05.05 io sono a …omissis… e non c è bisogno di domiciliatario poichè posso depositare io personalmente gli atti GRAZIE SE VORRà AIUTARMI PUrtroppo mi trovo in questa situazione poichè l Avv che avevo interpellato mi ha portata per le lunghe e poi a mio avviso ha voluto approfittare dei tempi stretti e mi ha chiesto 2.000Euro per questa azione, e mi sembra davvero esagerato!!! mi sembra di avere per forza bisogno del legale per questa azione! DISTINTI SALUTI S.A.

Brevissime note sul negozio di accertamento per il regolamento di confine

Sommario: I. Quesito. II. – Le azioni a difesa della Proprietà. III. – Il caso concreto. IV. – L’efficacia dichiarativa del negozio di accertamento. V. – La sentenza e l’opponibilità ai terzi. VI. – Conclusioni.

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I. Quesito. In relazione al quesito di quali siano le iniziative giuridiche da adottare laddove si intenda procedere – in un contesto di potenziale conflittualità con il proprietario del fondo finitimo – alla recinzione del proprio terreno, preciso subito che, per l’appunto, occorre prima valutare quali potrebbero essere le intenzione dei vicini, poiché la Legge riconosce diversi strumenti a seconda che sussista o meno controversia a) sul diritto di proprietà, b) sulla semplice estensione del fondo ovvero c) sulle spese necessarie a delimitare confini già delineati e non controversi.

II. – Le azioni a difesa della Proprietà. Più in particolare, con a) l’azione di rivendicazione della proprietà, il proprietario di un fondo – da cui è stato estromesso e di cui non ha mai avuto la disponibilità – chiede che venga giudizialmente accertato il proprio diritto al fine di recuperarne il possesso.

Con b) l’azione di regolamento di confini, il proprietario nonché possessore di un fondo chiede che venga accertato l’esatto tracciato della linea confinaria, poiché ritiene che sussista una situazione di equivocità circa l’estensione del proprio terreno; tale incertezza può essere sia oggettiva (possesso promiscuo), sia soggettiva, come accade quando il confine è ben delineato ma un proprietario confinante ritiene che non sia quello effettivo.

Infine, con c) l’azione per apposizione di termini, il proprietario di un fondo – i cui confini sono certi e quindi non oggetto di contestazione – chiede che il proprietario di quello confinante partecipi alle spese necessarie affinché i segni di confine siano resi palesi, apponendovi segni materiali di identificazione.

Si comprende quindi che l’azione di rivendicazione della proprietà e quella di regolamento di confini si distinguono fra loro, in quanto, mentre con la prima, un soggetto – sull’assunto di essere proprietario del fondo e di non averne il possesso – agisce contro il possessore o il detentore per ottenere il riconoscimento giudiziale del diritto di proprietà e per conseguire la materiale restituzione del bene (conflitto fra titoli), con la seconda, egli tende soltanto a far accertare l’esatta linea di confine di demarcazione fra il proprio fondo e quello del confinante, allegandone l’oggettiva incertezza oppure contestando che il confine di fatto corrisponda a quello indicato nei rispettivi titoli di acquisto, cosicchè l’eventuale richiesta di restituzione di una porzione di terreno a confine si pone come mero corollario dell’invocato accertamento (conflitto fra fondi). [Per saperne di più…]

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