Brevissime note sul negozio di accertamento per il regolamento di confine

Sommario: I. Quesito. II. – Le azioni a difesa della Proprietà. III. – Il caso concreto. IV. – L’efficacia dichiarativa del negozio di accertamento. V. – La sentenza e l’opponibilità ai terzi. VI. – Conclusioni.

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I. Quesito. In relazione al quesito di quali siano le iniziative giuridiche da adottare laddove si intenda procedere – in un contesto di potenziale conflittualità con il proprietario del fondo finitimo – alla recinzione del proprio terreno, preciso subito che, per l’appunto, occorre prima valutare quali potrebbero essere le intenzione dei vicini, poiché la Legge riconosce diversi strumenti a seconda che sussista o meno controversia a) sul diritto di proprietà, b) sulla semplice estensione del fondo ovvero c) sulle spese necessarie a delimitare confini già delineati e non controversi.

II. – Le azioni a difesa della Proprietà. Più in particolare, con a) l’azione di rivendicazione della proprietà, il proprietario di un fondo – da cui è stato estromesso e di cui non ha mai avuto la disponibilità – chiede che venga giudizialmente accertato il proprio diritto al fine di recuperarne il possesso.

Con b) l’azione di regolamento di confini, il proprietario nonché possessore di un fondo chiede che venga accertato l’esatto tracciato della linea confinaria, poiché ritiene che sussista una situazione di equivocità circa l’estensione del proprio terreno; tale incertezza può essere sia oggettiva (possesso promiscuo), sia soggettiva, come accade quando il confine è ben delineato ma un proprietario confinante ritiene che non sia quello effettivo.

Infine, con c) l’azione per apposizione di termini, il proprietario di un fondo – i cui confini sono certi e quindi non oggetto di contestazione – chiede che il proprietario di quello confinante partecipi alle spese necessarie affinché i segni di confine siano resi palesi, apponendovi segni materiali di identificazione.

Si comprende quindi che l’azione di rivendicazione della proprietà e quella di regolamento di confini si distinguono fra loro, in quanto, mentre con la prima, un soggetto – sull’assunto di essere proprietario del fondo e di non averne il possesso – agisce contro il possessore o il detentore per ottenere il riconoscimento giudiziale del diritto di proprietà e per conseguire la materiale restituzione del bene (conflitto fra titoli), con la seconda, egli tende soltanto a far accertare l’esatta linea di confine di demarcazione fra il proprio fondo e quello del confinante, allegandone l’oggettiva incertezza oppure contestando che il confine di fatto corrisponda a quello indicato nei rispettivi titoli di acquisto, cosicchè l’eventuale richiesta di restituzione di una porzione di terreno a confine si pone come mero corollario dell’invocato accertamento (conflitto fra fondi). [Per saperne di più…]

rescissione contemporanea di contratto

Buongiorno,

con la mia controparte ho stipulato un contratto di consulenza a tempo indeterminato che prevede una retribuzione fissa mensile per una serie di attività indicate a contratto e rescindibile in qualunque momento da ciascuna delle due parti mediante invio di raccomandata con 3 mesi di preavviso.

A causa di alcuni problemi intercorsi, io e la mia controparte ci siamo inviati la lettera di recesso dal contratto in modo contemporaneo (senza saperlo, lo stesso giorno) specificando entrambi che avremmo rispettato il periodo di 3 mesi di preavviso durante i quali il contratto avrebbe mantenuto la sua validità.

Qualche giorno dopo la mia controparte mi comunica che considera il contratto risolto immediatamente poichè la rescissione da ambo le parti annulla il periodo di preavviso.

E’ corretta questa interpretazione? E’ sostenuta da qualche articolo del codice civile? Oppure il preavviso di 3 mesi va comunque rispettato da ambo le parti, soprattutto perchè implica il pagamento di 3 mensilità della mia controparte nei miei confronti?

 

 

 

 

Ordine degli Avvocati di Varese - P.I 02696440128 posta