La transazione

La transazione é il contratto con il quale, insorta una controversia, le Parti evitano il Giudizio, facendosi reciproche concessioni anche in relazione a diritti non oggetto di quella particolare lite.
Il concetto è che, se le parti s’incontrano stragiudizialmente per risolvere bonariamente un problema, ben possono approfittarne per anticipare nell’accordo la soluzione di controversie che potrebbero sorgere in futuro.
E’ possibile transigere solo materie nelle quali le Parti possano liberamente disporre dei propri diritti laddove é necessario il controllo (omologa) del Giudice per gli accordi che abbiano ad oggetto diritti di evidenza pubblica; alcuni di questi, infine, non possono essere oggetto di transazione poiché costituiscono diritti soggettivi pubblici e quindi inalienabili ed incomprimibili.
La transazione riposa su reciproche concessioni che fanno sempre storcere il naso a chi, fondatamente o infondatamente, ritiene di avere ragione e domanda al proprio avvocato la ragione per la quale dovrebbe rinunciare a parte dei propri diritti pur avendo ragioni da vendere.
In prima battuta, deve ricordarsi che il Cliente é profano del diritto (se non lo fosse, non avrebbe senso la richiesta di consulenza) e che, non essendo in grado di giudicare autonomamente se abbia o meno ragione, deve affidarsi al giudizio del proprio avvocato.
Il professionista – alla luce della Legge e della Giurisprudenza – esprimerà il proprio parere in ragione dei fatti narrati e delle prove fornite dal proprio Cliente, disinteressandosi completamente di quelle circostanze che, seppur narrate con empatia e convinzione, non hanno d’altra parte alcun riscontro probatorio.
Il parere dell’avvocato costituirà prognosi per un’eventuale vittoria o soccombenza in Giudizio e costituirà quindi l’unico elemento su cui valutare l’opportunità di una transazione.
Se dovesse giudicare che il Cliente ha torto, l’avvocato (quanto meno il sottoscritto) consiglierà sicuramente la necessità à di coltivare una transazione.
Laddove la causa appaia di esito incerto, occorrerà ugualmente valutare l’opportunità di una transazione.
Quando infine l’avvocato prospetterà al Cliente buone oppure ottime prospettive di successo, sottoporrà ugualmente al Cliente l’eventualità di una transazione, prospettando la classica metafora della bilancia a bracci: sul braccio sinistro caricherà la realizzazione dell’aspettativa del Cliente e, su quella destra, i costi (patrimoniali e non patrimoniali) che questi dovrà sostenere per la realizzazione del proprio diritto.
L’opportunità di giungere ad una transazione dipenderà, per singolo caso, dal risultato del rapporto tra beneficii e costi, con la necessaria precisazione che – tra i secondi – rientrano sicuramente la lunghezza del processo, la necessità di sostenere costi non ripetibili (perizie di parte), l’usura e lo stress emotivo di un processo.

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